venerdì 21 febbraio 2014

Miles Cameron: The Red Knight

scritto da Fabio

Quando lessi, prima di acquistare il volume, la classica sintesi proposta dall'ultima pagina del libro devo ammettere che mi stava scappando la voglia di prenderlo, perché non suggeriva niente di particolarmente attraente, parlando solo di un mercenario chiamato a combattere contro le creature dello Wild, difendendo una abbazia dal loro attacco.
Direi che l'addetto al marketing dell'editore non ha fatto un buon lavoro nell'attrarre i potenziali lettori, perché rischiavo in questo modo di perdermi uno dei volumi che più mi sono piaciuti nell'ultimo periodo, un bel fantasy solido, crudo ed orientato verso l'aspetto militare della narrazione.
The Red Knight, di Miles Cameron (edito da Gollancz, 766 pagine), si colloca nel filone del fantasy moderno, dove la 'poesia' degli elfi, nani, maghi, guerrieri e via dicendo è sostituita da una realtà decisamente più fredda e concreta, nella quale gli eroi sono appesantiti da un sacco di difetti e sopravvivono solo accettando di sporcare la loro casacca con parecchie macchie, tanto da risultare alla fine più dei sopravvissuti che i classici  paladini senza macchia e senza paura.


Non siamo alla realtà livida di un Abercrombie, ma nemmeno ci siamo troppo lontani. Anche la magia, sovrabbondante e dominante nei titoli del fantasy più classico, è asservita agli scopi militari e sullo sfondo si colgono i primi potenziali passi (che ancora non vediamo nel primo volume della saga (intitolata The Traitor Son), che dovrebbe consistere di cinque uscite complessive) verso una basica evoluzione tecnologica (verso l'uso della polvere da sparo?).
Alla fine il libro, nonostante proponga l'uso di termini non sempre immediati (lo dico da lettore non madre lingua) da riconoscere (restano fuori dai vocabolarietti tascabili che di solito si tengono a fianco del letto), è risultato per me un classico page turner, esaurendolo, nonostante il suo peso (poco meno di ottocento pagine), nel giro di pochi giorni ed ho già ordinato il seguito, The Fell Sword.


Chi ci trovo dentro?
Ok, dentro ci sono un sacco di personaggi, talmente tanti che all'inizio ho dovuto appuntarmi sul segnalibro i nomi ed una breve descrizione di chi trovavo, per evitare ogni volta di dover tornare indietro a cercare la loro precedente apparizione. Tra di essi abbiamo il Red Knight che dà il nome al libro, ovvero un giovanissimo capitano di ventura, che si lascia intendere provenga da una famiglia nobile, ma circa le cui origini poco si sa; un cavaliere reale, tale Gawin, il quale, a causa di una gaffe compiuta alla presenza del re, è mandato a guadagnarsi gloria combattendo contro le creature dello Wild; De Vrailly, un altro cavaliere, proveniente da un reame vicino, altezzoso, antipatico e strafottente, che afferma di vedere un angelo che lo guida verso la gloria ; ser Random, mercante a capo di un enorme convoglio di carri destinato a raggiungere la cittadina di Lissen Carack, dove si dovrebbe tenere una gigantesca fiera contadina ; la Badessa a capo di tale insediamento, destinata ad assoldare il cavaliere rosso per difenderla dalla minaccia di una creatura dello Wild; Thorn, il classico 'stregone cattivo', a capo delle creature dello Wild e così via ...
Quelle che ho elencato sono solo alcune delle decine di 'maschere' che animano la narrazione, alcune destinate a ricoprire ruoli secondari e a rimanere descritte più per il loro ruolo (il paggio, il re, il cercatore di tracce, ...) che per la loro psicologia, altri (diversi dei quali non ho nominato, per non rovinare la sorpresa) invece più caratterizzati e pronti a svolgere nuovi compiti nel prosieguo della narrazione della saga.


Bene e male ... o giù di lì ...
Sullo sfondo delle vicende narrate, che consistono in larga parte di battaglie, visto che ben presto scopriremo che la storia è incentrata sul resoconto di una campagna militare, con tanto di assedi, c'è la guerra in corso tra i 'nostri' umani, organizzati secondo un regime feudale e governati da re, vassalli e via dicendo e le creature dello Wild, ossia una sorta di reame selvaggio abitato da Troll, boglin, irk ed una serie di 'mostri' e demoni di vario tipo, ma anche da tribù selvagge e da 'uomini liberi' oppositori del sistema feudale (Jacks). 
Mano a mano con la narrazione i confini tra le due fazioni diventano molto meno evidenti ed alcuni dei punti di vista prescelti sono legati proprio a personaggi appartenenti ai presunti 'cattivi', cogliendo qua e là accenni al fatto che non tutto è bianco e nero, ma forse il mondo è fatto di sfumature di grigi. Per altro sembra che i 'buoni' non siano propriamente messi bene ...
C'è poi anche una componente magica, come naturale in questo genere, con uno stregone 'cattivo' che coordina gli attacchi dello Wild, ma alla fine risulta, come accennavo, meno determinante e centrale di ciò che ci si può attendere a priori.

A chi può piacere e a chi no ..
Personalmente imposto un parallelo tra nuovo fantasy che io definisco 'della decadenza' e lo western più recente, perché, avendo a mente il genere popolato da cowboy ed indiani si riscontra come la maggior parte dei film del periodo d'oro fossero popolati da sceriffi impavidi e da cowboy eroici, destinati a combattere e vincere contro indiani e banditi, mentre in quelli più recenti (vedi Sergio Leone, per cui non parlo degli ultimi anni, ma solo del periodo 'finale' del genere) sono descritti personaggi molto più crudi e credibili, con diverse 'cadute di stile' anche dei protagonisti 'buoni' o presunti tali.
Se siete di quelli che gradiscono questa impostazione più concreta e livida, allora dovreste gradire il libro, così come la lettura potrà essere piacevole se siete di quelli a cui piacciono gli scontri epici e le storie nelle quali la narrazione si svolge con un passo spedito e si premura di seguire con attenzione le vicende militari.
Al contrario, se prediligete gli approfondimenti psicologici, le finezze da investigativo o thriller fantastico, o la fantasy classica, con categorie di personaggi ben distinte ed inquadrate sotto una luce ben definita, forse forse questo Miles Cameron potete anche 'passarlo'.

Ah, dimenticavo quasi: se siete nel dubbio di iniziare o meno una saga, vi dico che il volume è più o meno autoconclusivo, con diverse pagine nel finale dedicate a chiudere i fili della narrazione e preparare quelli per il prossimo volume, per cui state tranquilli che, se vorrete, potrete anche chiudere con Red Knight la lettura, senza avere il classico dubbio tipico di molte saghe, ossia di sapere 'come andrà a finire?'.

Eccovi qui il link al sito dell'autore (che scoprirete essere noto anche come Christian Cameron, già autore di altri libri ..)

-- Disclaimer: Le immagini sono tratte dal sito della casa editrice (Gollancz) o dell'autore (Miles Cameron) e sono riprodotte ritenendo la cosa gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse su semplice richiesta. Tutti i diritti sulle opere citate spettano ai rispettivi titolari, ovvero le case editrici e l'autore. --

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