venerdì 14 febbraio 2014

Promise of Blood, di Brian McClellan

scritto da Fabio (Pinco11)

Torno a scrivere dopo un sin troppo lungo periodo di stop, nel quale però ho continuato a leggere, accumulando un cospicuo arretrato di recensioni da scrivere.
Inizio con il titolo che forse mi ha maggiormente colpito in questi mesi, ossia Promise of Blood, scritto da Brian McClellan ed edito da Orbit, opera prima dell'autore (consiste in un bel tomo di oltre 500 pagine) il quale ha studiato inglese all'università, avendo modo di conoscere personalmente Brandon Sanderson (che la maggioranza di voi conoscerà per aver completato il ciclo della Ruota del Tempo, ma che ha all'attivo un gran numero di altri volumi), suo docente alla Brigham Young, ed Orson Scott Card.
L'ambientazione è quella di un classico mondo fantastico, del quale si vanno ad apprendere le caratteristiche con il procedere della narrazione, comprendendo rapidamente come il volume si collochi nel filone così recentemente definito della flintlock fantasy, che identifica i libri le cui vicende si svolgono in mondi nei quali l'evoluzione tecnologica sia arrivata alla scoperta della polvere da sparo. Essendo le vicende descritte in una buona fetta dei libri della categoria legate a combattimenti di varia dimensione, è naturale che lo stato dell'arte delle armi rappresenti il fattore di maggior rilievo per inquadrare il genere.


Detto questo il libro rivela sin dall'inizio un forte legame creativo con l'impronta tipica di Sanderson, perché l'autore delinea progressivamente i contorni dell'universo di riferimento, costruendo mano a mano un sistema ben preciso di 'poteri' magici o simil magici e di presupposti per il loro utilizzo.
Scopriamo così dell'esistenza dei Privileged, ossia dei maghi (militarizzati e modernizzati, ma di quelli, come poteri, classici, che viaggiano a 'palle di fuoco' e fulmini), i quali si riuniscono nelle Cabal reali, rappresentando una sorta di guardia al servizio dei vari re. 
Al loro fianco poi ci sono i Powder Mages, i quali competono con i primi, avendo la facoltà di bruciare polvere da sparo come se fosse una droga potenziatrice delle loro capacità sensoriali e soprattutto che sono in grado di guidare con la telecinesi in modo più o meno preciso i pallini da schioppo, con l'effetto di risultare dei pericolosissimi cecchini.
A completare il sistema di 'caste magiche' (che in realtà riguarda solo una minima parte della popolazione, essendo la maggior parte degli abitanti di questo universo del tutto normali) abbiamo gli Knacked, ovvero persone dotate di una particolare prerogativa (es. non dormire mai) ed una classe di maghi particolarmente potenti, della quale per ora, essendo un potenziale spoiler, non parlo nel dettaglio.
Sullo sfondo ci sono poi le divinità, che sembrano avere abbandonato il mondo ...

La narrazione si svolge in modo serrato, partendo dall'evento che ha luogo nelle prime pagine, ossia un bel classico colpo di stato (con decapitazione alla ghigliottina del re Manhouch) orchestrato dal capo dei Powder Mages reali, il Field Marshall Tamas, ossia il personaggio raffigurato sulla copertina del libro, il quale va a costituire una sorta di comitato di controllo del regno, supportato da un gruppo di maggiorenti, tra i quali compaiono mercanti, capi mercenari, esponenti della chiesa e così via.
Diversi sono i fili narrativi che vanno ad intrecciarsi, come nella migliore tradizione dei romanzi complessi: tra di essi abbiamo quello legato alla sorte del regno di Adro, subito minacciato di invasione da parte di un regno rivale, con il quale il deposto re stava per stipulare un accordo che lo avrebbe reso più o meno vassallo di esso, ma anche uno più 'sovrannaturale' (dove compare il figlio del Field Marshall, a sua volta un powder mage, accompagnato da una misteriosa ragazzina 'selvaggia'), legato al tentativo di 'risvegliare' la divinità maggiore di questo universo, reale o fittizia che sia.
Nel contempo si svolge una classica investigazione, affidata all'ispettore Adamat, il quale deve far luce sui diversi intrighi in corso nel regno di Adro, discriminando chi sia fedele al nuovo corso e chi non lo sia e sono sempre più definiti nel corso della narrazione diversi personaggi, più o meno bizzarri (diversi dei quali, come logico nel corso delle guerre, sono destinati anche a morire ...).

Tanta carne al fuoco, ma mai si sente puzza di bruciato. Il libro scorre via rapido, con una prosa ricercata, ma non troppo complessa (lo stile Sanderson anche qui), per cui alla fine è stato per me il classico page - turner, che ti assorbe per i pochi giorni di lettura nei quali te lo 'bevi' tutto di un fiato o quasi.
L'idea di creare un sistema magico di base è positiva, perché assorbe l'attenzione del lettore, che è così sempre tenuto impegnato, passando dalle scoperte legate agli sviluppi delle diverse vicende (intrecciate) a quelle sulle peculiarità del mondo nel quale il tutto ha luogo.


E' già prevista, per il mese di maggio, l'uscita del secondo volume della serie ossia The Crimson Campaign, e sto già pensando di preordinarlo, senza aspettare l'uscita della versione più economica: direi che potrei aver trovato un altro autore da inserire permanentemente nella mia lista degli scrittori da tenere d'occhio.

Recentemente sono comparse anche alcune storie brevi ambientate nell'universo sullo sfondo del libro, mossa intelligente, perché contribuisce a creare fidelizzazione ed interesse. Rinvio al sito dell'autore per maggiori informazioni e dettagli.

Se qualcuno avrà modo di leggere questo libro, mi faccia sapere se condivida o meno le mie valutazioni ;)

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